Art. 21 - "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione ..."
Art. 33- "L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento ..."
sabato 14 marzo 2009
Edizione del 14 marzo 2009
Edizione del 14 marzo 2009, oggi in edicola: (Ogni giorno dalle ore 14 potete trovare online il giornale in edicola)
La protesta del collettivo antifascista Foibe, salone negato al dibattito negazionista
Fermo E’ diventato un caso l’incontro organizzato per ieri sera alla sala multimediale di Fermo ed organizzato dal collettivo antifascista del Fermano. L’organizzazione aveva prenotato la sala e ricevuto regolare autorizzazione per un dibattito negazionista sul dramma delle Foibe, con ospite Alessandra Kersevan. Un incontro che ha visto insorgere movimenti di destra della zona. Su tutti, il dirigente nazionale di Azione giovani Andrea Putzu, che si è definito “indignato per l’iniziativa”. Fatto sta che ieri mattina l’autorizzazione è stata ritirata con un’ordinanza del sindaco e la sala multimediale è rimasta chiusa. Niente sala, niente incontro.
Una scelta improvvisa, per l’inopportunità dell’incontro, alla quale il collettivo organizzatore ha reagito ieri alle 21 con un’iniziativa proprio in Via Mazzini. I giovani dell’organizzazione si sono dati appuntamento davanti alla sala multimediale per protestare contro la sede negata. “Una decisione assurda - dicono dal collettivo - anche perchè la sala prima ce l’avevano concessa”. Esprime invece soddisfazione Andrea Putzu: “Sono soddisfatto che il sindaco di Fermo, persona responsabile, abbia deciso di ritirare la concessione della sala. Un amministratore deve dare questi esempi positivi per impedire che tesi vergognose ed assurde trovino spazio nelle nostre città. Queste discussioni non fanno bene alla storia dell’Italia. Il dramma delle Foibe è emerso faticosamente dopo decenni di indifferenza e finalmente è stato riconosciuto con legge dello Stato, così che oggi tutti possano ricordare ogni anno la tragedia degli esuli d’Istria Fiume e Dalmazia. Mi auguro davvero che voci ed iniziative così vergognose, che tentano di manipolare e cancellare la storia, non trovino mai spazio nel nostro territorio come in nessuna città italiana”.
Libertà di pensiero, libertà di stampa, libertà di insegnamento e di ricerca. Quali cause si vogliano individuare, è un dato di fatto che questi principii - nonostante gli articoli 21 e 33 della nostra Costituzione - sono oggi a rischio anche in Italia: in questo blog vogliamo non solo denunciare e raccogliere denunce su eventi e casi espressione di questa pericolosa tendenza per la nostra democrazia, ma anche ospitare i pareri di quanti a partire dal loro specifico professionale - sui mezzi di informazione, nei Tribunali, nelle scuole o nelle università - vogliano portare un contributo allo sviluppo del dibattito su questa cruciale questione della nostra epoca. Modalità del dibattito: a tutto campo, senza steccati partitici o ideologici di nessun tipo, convinti che questa battaglia riguardi tutti i cittadini italiani, quale che sia il loro orientamento politico. Obbiettivo strategico, l'abolizione dei reati di opinione nel nostro codice penale, e del mandato di cattura europeo a livello internazionale. Obbiettivo immediato, impedire una eventuale introduzione in Italia di leggi liberticide, o il peggioramento delle norme oggi esistenti.
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