sabato 14 marzo 2009

Edizione del 14 marzo 2009


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La protesta del collettivo antifascista
Foibe, salone negato al dibattito negazionista


Fermo E’ diventato un caso l’incontro organizzato per ieri sera alla sala multimediale di Fermo ed organizzato dal collettivo antifascista del Fermano. L’organizzazione aveva prenotato la sala e ricevuto regolare autorizzazione per un dibattito negazionista sul dramma delle Foibe, con ospite Alessandra Kersevan. Un incontro che ha visto insorgere movimenti di destra della zona. Su tutti, il dirigente nazionale di Azione giovani Andrea Putzu, che si è definito “indignato per l’iniziativa”. Fatto sta che ieri mattina l’autorizzazione è stata ritirata con un’ordinanza del sindaco e la sala multimediale è rimasta chiusa. Niente sala, niente incontro.

Una scelta improvvisa, per l’inopportunità dell’incontro, alla quale il collettivo organizzatore ha reagito ieri alle 21 con un’iniziativa proprio in Via Mazzini. I giovani dell’organizzazione si sono dati appuntamento davanti alla sala multimediale per protestare contro la sede negata. “Una decisione assurda - dicono dal collettivo - anche perchè la sala prima ce l’avevano concessa”. Esprime invece soddisfazione Andrea Putzu: “Sono soddisfatto che il sindaco di Fermo, persona responsabile, abbia deciso di ritirare la concessione della sala. Un amministratore deve dare questi esempi positivi per impedire che tesi vergognose ed assurde trovino spazio nelle nostre città. Queste discussioni non fanno bene alla storia dell’Italia. Il dramma delle Foibe è emerso faticosamente dopo decenni di indifferenza e finalmente è stato riconosciuto con legge dello Stato, così che oggi tutti possano ricordare ogni anno la tragedia degli esuli d’Istria Fiume e Dalmazia. Mi auguro davvero che voci ed iniziative così vergognose, che tentano di manipolare e cancellare la storia, non trovino mai spazio nel nostro territorio come in nessuna città italiana”.

P.PIER.,


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