domenica 23 novembre 2008

GLI ARTICOLI 21 E 33 SEMPRE PIÙ IN PERICOLO: IL CASO DELLE MAESTRE DI VILLAFRANCA


di Andrea Carancini


Di questi tempi, in Italia, tira un’aria non brutta ma bruttissima per la libertà di espressione: i casi di questi ultimi giorni, come quello del professore romano sospeso dall’insegnamento per “negazionismo”, dimostrano la pesantezza del clima, da vera caccia alle streghe, che grava su noi tutti. Tuttavia, in questa sede, vorrei fare un passo indietro – rispetto all’attualità più bruciante - e parlare di un caso di qualche giorno fa, che sembra essere già finito nel dimenticatoio.

Mi riferisco al caso delle maestre della scuola elementare “Dante Alighieri” di Villafranca Padovana, che sono fatte oggetto dell’azione intimidatoria di esponenti politici di livello nazionale e regionale, soprattutto di Alleanza Nazionale, nonché della direttrice dell’ufficio scolastico regionale (Carmela Palumbo, già segnalatasi in passato per la persecuzione del prof. Franco Damiani) per essersi rifiutate di portare i bambini a una messa di commemorazione del 4 Novembre, anniversario della “Vittoria” italiana nella prima guerra mondiale (1).

Le maestre in questione hanno spiegato quello che la legge prescrive, e cioè che “La partecipazione ad atti di culto in orario scolastico – come la messa per il 4 Novembre – deve essere deliberata dal Consiglio di Istituto…che però ha scelto di non farlo”. Apriti cielo: le docenti non solo sono finite sotto il tiro incrociato delle dichiarazioni pubbliche di noti esponenti del governo (come Gianfranco Fini e La Russa), ma hanno dovuto subire l’azione intimidatoria di un deputato di AN (l’ex maresciallo dei carabinieri Filippo Ascierto) e del sottosegretario all’Ambiente Roberto Menia, che hanno chiesto, addirittura, l’allontanamento dall’insegnamento delle maestre “riottose”.

Non basta: la scuola elementare in questione ha ricevuto persino la visita dei carabinieri (!), che hanno stilato un verbale.

Domanda: che fine ha fatto la tanto decantata “autonomia scolastica”? Che fine ha fatto l’articolo 33 della Costituzione?

E’ da notare che contro le posizion i illiberali dei politici e funzionari suddetti, non un solo esponente dell’opposizione parlamentare si è schierato a difesa della maestre, ma solo qualche associazione cattolica pacifista.

Gli esponenti di AN li conosciamo bene: hanno abiurato il fascismo per puro opportunismo politico ma, come la scelta vergognosa di rilanciare la festa del 4 Novembre dimostra, non hanno rinunciato alle radici del fascismo, che sono non solo risorgimentali ma anche massoniche, e che portarono ai frutti velenosissimi delle due guerre mondiali.

Per una volta, a questo proposito, mi sento di citare Giorgio Bocca, il quale sull’Espresso, dello scorso 20 Novembre ha scritto:

“Un fascismo come quello littorio è impossibile, ma l’autoritarismo, le persuasioni occulte o retoriche o consumistiche, il “lei non sa chi sono io”, i milioni di gerarchi in pectore, e soprattutto il piacere di servire i più forti, sono di nuovo tra noi”.

Ecco, il caso di Villafranca dimostra a iosa la giustezza di queste parole: il Comitato per la Difesa degli Articoli 21 e 33 della Costituzione trovasse il modo di contattare le docenti prese di mira e offrisse loro assistenza.

Andrea Carancini

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